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SANGUE CORDONALE |
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SANGUE CORDONALE |
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Nel sangue placentare si trovano le cellule “staminali” simili a quelle presenti nel midollo osseo. Queste cellule sono capaci di generare miliardi di globuli rossi, di globuli bianchi e di piastrine: gli elementi fondamentali del sangue.
Perciò donare il sangue del cordone ombelicale vuol dire sfruttare le potenzialità di queste cellule.
Questo sangue può essere utilizzato al posto del midollo osseo per trapiantare bambini affetti da leucemie, linfomi e altre gravi malattie ematologiche.
Il prelievo di sangue placentare è gratuito, semplice e del tutto indolore sia per la mamma che per il bebè. La donazione avviene al momento del parto, poco dopo la nascita del bambino, poco prima dell'espulsione della placenta, quando il cordone è stato già reciso. Il sangue del cordone viene aspirato solo dopo che lo stesso è stato tagliato. In pochi secondi il sangue ricco di cellule staminali viene raccolto dalle mani esperte delle ostetriche e dei ginecologi in una sacca sterile. Nessuna delle fasi della raccolta implica interventi sulla mamma o sul neonato, i quali, pertanto non corrono alcun rischio.
Il sangue di cordone così raccolto verrà poi trasportato entro alcune ore, dai volontari dell’Associazione “Raffaele Passarelli” onlus, alla Banca del Sangue del Cordone Ombelicale (Ba.S.C.O) dell’Ospedale Pausilipon a Napoli. Dove è congelato in azoto liquido a -196°C.
Dopo sei mesi dalla donazione, periodo che ser per escludere la presenza di patologie nella mamma e nel bambino, il sangue è pronto per essere utilizzato e resta a disposizione della banca per 10 anni.
La neomamma viene sottoposta a due controlli che non sono altro che prelievi di sangue: uno al momento del parto, questo sangue serve per effettuare delle prove virologiche e per la tipizzazione HLA (tipizzazione per la compatibilità dei trapianti), e uno sei mesi dopo. La donna deve perciò dare il suo consenso alla donazione e la sua disponibilità a sottoporsi alle analisi di controllo. Gesti semplici che potrebbero salvare una vita.
È possibile manifestare il desiderio di donare il sangue parlandone al proprio ginecologo, il quale indirizzerà la futura mamma in uno dei centri di raccolta del nostro territorio.
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